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sabato 14 luglio 2012

L'imbarazzo della scelta



Ormai ci siamo quasi.
Ancora pochi mesi e gli italiani saranno nuovamente invitati a recarsi alle urne per scegliere di che morte morire.
E per quella metà circa di cittadini che, nei vari sondaggi, ancora pare intenzionata ad andarci davvero, a votare, alle prossime elezioni ci sarà solo l'imbarazzo della scelta.
Come un bimbo irrequieto che, costretto in uno scomodo completo di giacca e cravatta ad assistere a un funerale, non vede l'ora che la liturgia sia finita per tornare a casa, rimettersi in bermuda e andare a rotolarsi nel fango ai giardini, così anche il Belpaese tornerà a respirare, dopo essersi liberato da quel Mario Monti che in questi mesi, ha dato un'immagine dell'Italia all'estero davvero fuorviante: quella di un paese serio e credibile (almeno dal punto di vista degli speculatori finanziari, s'intende).


Ecco allora che, alle prossime elezioni, l'esercitante diritto si troverà davanti ad un'offerta quanto mai vasta e variegata di fenomeni da baraccone, che andranno verosimilmente ad arricchire la già ottima congerie umana che scalda le poltrone di Montecitorio un paio di giorni la settimana. In un panorama tale che, tutto sommato, l'annuncio del ritorno in campo del merdone di Arcore, che tanto ha fatto piangere il piccolo Angelino Alfano, non è neanche la più grottesca delle news.


Per chi ancora ritiene di potersi fidare dei partiti maggiori, gli acuti elettori del Pdl potrebbero ritrovarsi a dare il voto alla Santanché, quella che nel 2008, candidata per La Destra di Storace, bacchettava Silvio e si vantava di non avergliela mai data; la stessa che, non avendo superato la soglia del 4%, ed essendo quindi momentaneamente rimasta fuori dal palazzo delle cuccagne, fu costretta a farsi Sallusti per rientrare nelle grazie di Berlusconi, che infatti la nominò Sottosegretario alla presidenza del Consiglio del 2010.
Per i sostenitori del PD, invece, il prossimo candidato potrebbe essere Matteo Renzi (c'è bisogno d'aggiungere altro?).


Ma, comprensibilmente, una vasta parte del popolo italiano non si identifica più nei partiti attualmente presenti in Parlamento, e pertanto potrebbe optare per gente ancor più cialtrona, arrogante,  spudorata e ignorante come la merda.
L'odierna edizione diurna del Tg2 dava solenne annuncio del fatto che tra i candidati Premier ci sarà anche Vitttorio Sgarbi, a capo di un coso chiamato Partito della Rivoluzione; a fargli compagnia potrebbe presentarsi anche Oscar Giannino, che viene da più parti indicato come possibile candidato per i "liberali".


Il quadro che potrebbe delinearsi dopo le prossime elezioni, insomma, è un qualcosa di molto più romantico della semplice "ingovernabilità" che ha spinto Moody's a declassarci ulteriormente. 
L'Italia si appresta forse ad uscire dall'euro e a trascinarsi dietro le maggiori economie europee e mondiali, ma pare intenzionata a farlo con un certo stile. Un po' come se uno studente di Harvard, dopo aver passato un anno in punizione, si presentasse davanti al collegio dei docenti che deve decidere se espellerlo o meno, ed egli, come arringa finale, si calasse i pantaloni e, giratosi, desse fuoco ad un lungo e prolungato scorreggione.

sabato 21 maggio 2011

Menomale che Silvio c'è (e non ci fa)


In fin dei conti, Berlusconi andrebbe ringraziato.

Perchè a pensarci bene, se questo Paese può ancora nutrire una minima speranza di avere, un giorno (verosimilmente lontano) un governo decente, il merito principale è proprio dell'attuale premier.


Sarebbe infatti troppo generoso attribuire il recente successo elettorale della sinsitra a tutti i suoi presunti "leader". Quelli che negli ultimi 17 anni hanno continuato a ripetere che non si doveva parlare mai del suo mostruoso conflitto d'interessi, quasi fosse una cosa normale e accettata in altri paesi; o di come si sia ripetutamente salvato dalla gattabuia solo a suon di leggi che -lungi dall'essere solo ad personam- hanno permesso a decine di altri loschi affaristi e inquisiti di rimanere a piede libero grazie a prescrizioni fulminee. Quelli che si sono sempre guardati bene dal toccargli le televisioni quando avevano l'opportunità di farlo, e che oggi si lamentano di Minzolini & Co.

Gli stessi che, oggi, continuano imperterriti a blaterale sulla necessità di stringere alleanze elettorali con fantomatici terzi poli, composti da gente che per anni ha contribuito in maniera più che attiva a tutto ciò che quest'uomo ha fatto; il tutto nonostante un elettorato che sta mandando segnali di voglia di cambiamento radicale che anche un gorilla ritardato non avrebbe difficoltà a comprendere.


Sarebbe dunque irrealistico dare a questi soggetti il merito di ciò che è accaduto a Milano o a Napoli.


Il merito principale ce l'ha, ancora una volta, Lui solo.

Perchè, obiettivamente parlando, non è facile riuscire a perdere le elezioni avendo a disposizione ormai anche l'intero primo canale nazionale (con un Tg1 a cui si sono di recente aggiunti i 5 minuti supplementari di propaganda giornaliera firmati Giuliano Ferrara, 3.200€ a puntata), tre reti private, due giornali, un paio di riviste eccetera, a cui vanno aggiunti tutti quei giornalisti "imparziali" che partono dal presupposto che "imparzialità" significhi poter dire male di Tizio se e solo se si dice al contempo male di Caio.

Sarebbe bastato fare un qualcosa di decente, negli ultimi 17 anni, per riuscire a conquistarsi un consenso più che bulgaro; sarebbe bastato evitare ripetute figuracce all'estero, promesse mai mantenute, insulti a cadenza quotidiana contro la magistratura, orge con minorenni etc. per assicurarsi la fiducia di un Paese mediamente abituato a ragionare in termini di "basta magnà".

E invece, non sono bastati neanche i Minzolini, i Ferrara, i Sallusti, i Feltri e via dicendo a convincere -ad esempio- i Napoletani che il problema dei rifiuti era stato risolto.


Ma se si guarda al futuro, oltre che all'immediato presente, non si potrà negare che i meriti di B. sono ancora maggiori.

Perchè, come oggi il nome dei socialisti viene automaticamente associato a quello di Craxi (e quest'ultimo, per qualche incomprensibile motivo, al concetto di "furto"), è estremamente probabile che, in futuro, la destra italiana verrà associata a Berlusconi.

Il che, con un'informazione libera, potrebbe essere il migliore argomento della sinistra.

martedì 3 maggio 2011

lunedì 2 maggio 2011

Lista Aperta: MORE THAN SECURITY




L'obiettività è una cosa sempre più difficile, al giorno d'oggi. Non è facile per i giornalisti, figuriamoci per la gente comune. Eppure, ogni tanto bisogna sforzarsi di analizzare le situazioni nella loro complessità, in maniera più obiettiva e distaccata possibile.


Nella fattispecie, vale la pena spendere due parole riguardo all'iniziativa di Lista Aperta, che ha chiesto ed ottenuto di piazzare delle guardie armate a presidio della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze.


Questa iniziativa, lungi dall'essere -come insinuano certi maligni- una pagliacciata propagandistica tirata fuori alla vigilia delle (inutili) elezioni dei rappresentanti degli studenti, e finalizzata a strappare qualche voto in più, è invece un fulgido esempio della sensibilità che da sempre caratterizza i Ciellini per un tema di grande attualità: la sicurezza. Occorre però, come detto, valutare con obiettività la situazione, e vedere se il gioco vale la candela.


Infatti qui il problema principale non è tanto -come insinuano i soliti maligni di cui supra- il fatto che una Facoltà che piangeva miseria già da prima, adesso deve retribuire persone che si guadagnano lo stipendio passeggiando in su e giù, scambiando due chiacchiere con il portiere e guardando il cvlo alle studentesse; e non è neanche il fatto che, FORSE, nella suddetta facoltà non sono solo i famigerati Rom a rubare, visto che spesso spariscono computer e roba varia anche dentro gli edifici. Il problema principale è: tutto ciò sarà sufficiente? Siamo abbastanza sicuri?

A rifletterci bene, parrebbe di no.
Ad una prima occhiata si nota subito che un solo vigilans (si, vigilans, chè vigilantes è una parola latina, sarebbe il participio plurale del verbo vigilo. Al singolare fa appunto vigilans, quindi chi dice "un vigilantes" semplicemente non sa una sega di latino) potrebbe ben poco difronte ad un attacco ben organizzato dei Rom, se questi usassero, ad esmpio, dei mezzi cingolati.

Per non parlare, poi, del cortile: essendo uno spazio all'aperto, per di più in forma quadrangolare, è un facile obiettivo per l'aviazione dei Rom (i quali potrebbero inoltre optare per l'uso dei paracadutisti).


Ecco, dunque, una serie di misure che ritengo indispensabili per migliorare la sicurezza della Facoltà:


- Dotarsi di un ED 209 (vedi filmato) e piazzarlo davanti al cancello

-Chiedere una no fly zone sul cortile, o, in alternativa

-Dotarsi di adeguate misure di contraerea